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Scrivere un’ autobiografia. 5 consigli pratici e veloci

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Ogni essere umano ha a disposizione un tempo limitato su questa terra e uno spazio ben definito, che delinea i suoi confini. 

È la condizione base degli esseri viventi: si nasce, si vive e si muore, è la natura.

In qualità di individui coscienti, però, le persone, hanno cercato sin dagli albori un elisir, che concedesse la vita eterna, al fine di scampare a questo destino ineluttabile. 

Purtroppo, o per fortuna, nulla del genere è mai stato scoperto.

Tuttavia esiste un modo per lasciare una traccia, che superi questi limiti e sopravviva anche dopo la morte: la scrittura.

È un modo per lasciare un’impronta netta, che non può essere modificata, la quale porterà il nostro pensiero, dove noi non possiamo arrivare.

Ognuno di noi ha infinite storie da raccontare, siamo letteralmente circondati da racconti che possono essere descritti a parole. Il primo, in ordine di vicinanza e importanza, è l’autobiografia: la storia della nostra stessa vita.

Nonostante potrebbe sembrare il libro più facile da scrivere, in quanto personale, nasconde in realtà delle difficoltà non banali, ma a cui cercheremo di trovare rimedio in questo articolo. 

1. Non serve essere famosi per scrivere un’ autobiografia

Molti potrebbero pensare che solo le celebrità abbiano storie interessanti da raccontare. Questo pensiero è totalmente errato. Certo, un personaggio famoso avrà sicuramente un pubblico più esteso, ma questo non significa che abbia storie più interessanti da raccontare. 

I personaggi celebri non hanno nulla di diverso dalle persone comuni, a parte la fama. Per il resto sono esseri umani come chiunque. 

Il primo errore da non fare quindi è quello di pensare di non avere nulla di interessante da dire. Sicuramente non si avrà la stessa estensione di lettori, che potrebbe avere la storia del primo umano, che metterà piede su Marte. Ma non è detto che al di là della nostra cerchia di conoscenze molti altri potrebbero essere interessati a ciò che abbiamo da dire.

2. Trova ispirazione nelle autobiografie dei Grandi

Una volta trovata la motivazione per mettersi a scrivere, bisogna trovare il modo di farlo.

In questo caso è giusto prendere d’esempio le autobiografie dei personaggi illustri, perché sono quelle scritte meglio e da cui si possono trarre gli spunti più interessanti.

Ovviamente gli argomenti che trattano si riferiscono a vite lontane dalla nostra, ma ci sono parti strutturali che compongono le biografie, che risulteranno evidenti anche all’occhio più inesperto. Una volta che avrai carpito questi segreti, potrai sfruttarli per rendere la tua opera più autorevole e proseguire nei momenti in cui perderai il sentiero, che stavi seguendo, durante la storia.

3. Qual è il tuo messaggio?

Sono sicuro che, se stai pensando di impegnarti nella scrittura della tua autobiografia, è perché senti che c’è qualcosa che vuoi dire, ma non sai come.

Ognuno di noi porta un messaggio, dei valori e delle esperienze che desidera condividere.

È una pratica quotidiana che inconsapevolmente portiamo avanti, ognuno vede il mondo filtrato dal proprio punto di vista.

Questo sarà il tuo miglior alleato nella stesura della tua storia; può essere la benzina che alimenta il motore o il traguardo che vuoi raggiungere.

L’importante è che sia qualcosa di tuo, che dia un senso al tuo lavoro. Trovalo, sono certo che sarà il compagno di viaggio perfetto.

4. Cosa rende interessante una storia

Ovviamente un libro viene scritto per essere letto, la storia deve in qualche modo coinvolgere chi aprirà le pagine, altrimenti sarà destinato a diventare uno spessore per le gambe del tavolo.

Questo è ciò che si vuole evitare, quindi come si fa a rendere interessante una storia?

Professionalmente ci sono infinite tecniche che vengono inserite per aiutare in questo scopo, ma la prima cosa da rispettare è la propria visione.

Un’autobiografia per essere interessante deve essere personale, narrare il mondo con gli occhi di chi scrive. 

In più il personaggio che vivrà nelle pagine è più che altro un “avatar”, non chi scrive in prima persona, cosa da tenere bene a mente quando ci si immedesimerà nelle descrizioni.

Mantenere il proprio punto di vista sincero e originale è un ottimo modo per fare in modo che la nostra autobiografia sia apprezzata.

5. Ora sei pronto a scrivere: qualche nozione tecnica

Abbiamo un personaggio, un’ambientazione, un messaggio e una storia; non rimane che unire tutti questi elementi e tirarne fuori la nostra autobiografia.

Prima di tutto il lavoro deve essere organizzato, non si può partire a scrivere senza avere un percorso da seguire. Quindi prima di tutto è importante schematizzare, ad esempio con una mappa, il filo logico che si vuole seguire.

Ovviamente in corso d’opera si potranno fare degli aggiustamenti, ma, in linea di massima, avremo qualcosa su cui basarci, per proseguire con l’opera.

Una volta che avremo una prima stesura, prendiamoci una pausa per rinfrescare le idee. Fatto questo potremo rileggere ciò che abbiamo scritto, correggere gli errori e fare degli aggiustamenti.

Anche l’opinione di un esterno può fare la differenza, potrebbe scovare cose che ci erano sfuggite e darci altri consigli che non avevamo preso in considerazione.

Spero che questi consigli possano tornarti utili per il tuo progetto e che un giorno potrò leggere la tua storia.

Se invece dovessi avere problemi che non riesci a superare e non sapessi più dove sbattere la testa, potrai trovare su infuga.it un team molto valido, che ti aiuterà nella realizzazione del tuo libro autobiografico, dalla scrittura alla pubblicazione.

Perché ogni storia è degna di essere raccontata. 

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