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Come si scrive un libro: 5 scrittori ci svelano i loro segreti

come scrivere un libro
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La scrittura è un’arte millenaria; nata per fabbisogni pratici, si origina di pari passo con il bisogno di trasferire la realtà in segni permanenti e universalmente consultabili.

La natura grafica e codificata la rende più precisa, e meno incline a trasformazioni, rispetto al linguaggio parlato.

Per questo si è evoluta fino a diventare il mezzo d’eccellenza per raccontare una storia.

Già all’epoca degli antichi Romani si usava dire ”Scripta manent, verba volant” per sottolineare la caratteristica univoca e concreta di questo mezzo di comunicazione.

Procedendo avanti nel tempo, la scrittura ha attraversato tutte le epoche storiche. Oggi l’insegnamento della lettura e della scrittura sono le basi della scolarizzazione.

Ne consegue che potenzialmente chiunque è in grado di scrivere una storia, dovrebbe essere un gesto spontaneo, come una chiacchierata.

Eppure non è così, chiunque si sia trovato davanti ad un foglio bianco lo sa.

Trasformare un’idea in racconto scritto, è un percorso complicato.

I primi a saperlo sono gli scrittori stessi, che quotidianamente si trovano di fronte a blocchi creativi e tabulae rasae da riempire.

Ognuno di loro ha i propri segreti per superare queste difficoltà, ma solo alcuni sono così sicuri dei propri metodi da condividerli con noi profani.

In questo articolo scopriremo alcuni trucchi dei professionisti della parola, che possiamo utilizzare quando l’ispirazione non si fa trovare. 

Chuck Palanhiuk: scrivere con gli elettrodomestici

Il celebre autore del libro Fight Club (che ha ispirato il famoso film con Brad Pitt) ha pubblicato un libro dove racconta tutte le sue abitudini da scrittore. Intitolato “Tieni presente che: momenti nella mia vita di scrittore che hanno cambiato tutto”.

Tra aneddoti e consigli pratici per lo stile minimalista, emergono particolari metodi di autodisciplina.

Degno di nota l’utilizzo del timer da cucina. Usato come countdown da mezz’ora, da attivare in caso di pigrizia produttiva. In questi 30 minuti Chuck si piazza davanti al foglio bianco e non smette di scrivere finché la campanella non suona.

A quel punto valuterà se continuare la pratica fino allo sfinimento, oppure se sia il caso di rimandare.

Quando questa pratica verrà acquisita a dovere, sarà pronta ad evolversi, scambiando il timer con gli elettrodomestici.

Ad esempio il ciclo della lavatrice o della lavastoviglie possono scandire il momento della scrittura, dando anche l’opportunità di prendersi una pausa, tra un lavaggio e l’altro.

È questo il momento adatto per riorganizzare le idee e alimentare l’ispirazione, smorzando lo stress da produttività.

Stephen king insegna ad origliare, per allenarsi nei dialoghi

É vero, origliare è sbagliato, ma come si fa a dare torto a un genio?

Alla luce di tutti i suoi successi, la ragione è dalla parte del maestro, che invita a prestare orecchio ai discorsi degli sconosciuti.

Che sia in metropolitana, al ristorante o camminando per strada, l’autore di “Shining” è solito ascoltare le discussioni altrui.

Sostiene che non ci sia modo migliore per imparare a riportare i dialoghi in forma scritta. Sostiene infatti che, nel discorso diretto,  lo scambio debba essere simile a quello tra tennisti: breve, incisivo e preciso.

Inoltre è un buon modo per distinguere i linguaggi appartenenti alle diverse categorie di persone, pratica fondamentale per creare spessore nei personaggi.

Joe R. Lansdale, per andare in profondità si parte dalla superficie

Uno degli scrittori più poliedrici in circolazione, Joe R. Lansdale, sostiene che, chiunque abbia scritto un racconto profondo, in partenza non se lo sarebbe aspettato.

Ritiene che l’importante sia mettersi a scrivere non curandosi di stile, generi e lezioni universitarie. Il resto vien da sé.

L’importante è iniziare da qualcosa nei propri interessi. Approcciarsi a contenuti familiari facilita lo scandagliamento del proprio subconscio. 

Da qui si può iniziare a scavare e tirare fuori il mondo che si tiene nascosto.

La profondità la si scava pian piano, altrimenti il racconto risulterà piatto e impersonale.

Roddy Doyle e la rottamazione delle idee

Doyle, celebre sceneggiatore e scrittore irlandese.

Ovviamente non è che, appena viene in mente un’idea valida, va cestinata senza pensarci. Le idee vanno portate avanti, ma non devono essere insostituibili, non ci si deve affezionare ad esse.

Perché ogni idea geniale può essere sostituita da una ancora migliore.

George Orwell: le regole si possono infrangere

“Violate ognuna di queste regole piuttosto che scrivere qualcosa di barbaro”. 

Poco da aggiungere alle lapidarie parole di un autore tra i più influenti dell’epoca moderna.

La scrittura è una pratica intima, delicata e densa di potenzialità. 

A prescindere da tutte le regole, l’importante è rimanere fedeli alla propria visione del mondo. Piuttosto che rinunciare a questo è è opportuno infrangerle, altrimenti meglio non mettersi nemmeno a scrivere.  Se lo dice George Orwell, l’autore di “1984”, possiamo credergli.

Ora che le sapienti parole di questi scrittori ci hanno indicato la via, non resta che sedersi e cominciare a scrivere la storia che abbiamo in mente.

Sicuramente riuscirai a trovare in questi consigli quello che fa al caso tuo, ma se così non fosse non disperare, perché abbiamo quello che fa al caso tuo.

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